TEATRO REBIS
ACQUA ANTICA
Joyce Lussu à rebours
Con Serena Abrami e Meri Bracalente
Scrittura scenica Meri Bracalente e Andrea Fazzini
Consulenza letteraria Silvia Ballestra e Stella Sacchini
Collaborazione iconografica Francesca Tilio
Ricerca e tessitura sonora Serena Abrami
Architettura del suono Michele Duscio
Cura dei movimenti Cecilia Ventriglia
Soglie Frediano Brandetti
Regia Andrea Fazzini
Una produzione di Teatro RebisIn collaborazione con Fondazione Armunia, Regione Marche, Comune di Urbisaglia, Centro Studi Internazionale JOYCE LUSSU, Festival Macerata Racconta, CSA SISMA, ERDIS Marche, A.M.A.T.
Joyce Lussu è stata una donna insottomettibile.
Partigiana Medaglia d'argento al valor militare.
Viaggiatrice con coltello e fiori tra i denti.
Scrittrice e poetessa che bisticcia coi vati.
Rivoluzionaria traduttrice oltre gli idiomi.
Joyce Lussu è stata una donna tutta intera.
Una Sibilla.
Di tutto questo però lo spettacolo non dice.
Si dirà di una bambina e del suo spirito irriducibile.
Si dirà di questo spirito attraverso una fiaba.
Nella sua eclettica e sempre indipendente produzione letteraria l’autrice riporta un’unica fiaba, quella che apre Il libro delle streghe.
Il cigno di Oudewater è una racconto fiammingo in cui due gemelle dai piedi palmati, figlie dell’amore di un splendido cigno e di una donna tenera e rosea spesso ritratta da Rubens, vengono strappate da neonate alla loro natura selvatica e costrette a subire continue brutalità e vessazioni umane spinte fino all’empietà, fino al rogo, al finimondo che genera la rivoluzione del disordine costituito.
La nostra visione teatrale intende considerare tale fiaba come uno specchio d’acqua antica (Oudewater), capace di rifrangere la stessa vivida coscienza di quella bambina che recitava poesie ai cavalli e che, a nove anni, sola, aveva già affrontato i fascisti.
Quella bambina diverrà una donna tutta intera e una moltitudine, condurrà una vita portentosa, fatta di utopie realizzate attraverso l’esercizio del valore morale, del sentimento della natura, della poesia e dell’ironia.Joyce Lussu lascia un’eredità certa e una fiaba, che è dappertutto e in nessun luogo (Novalis).
Una fiaba crudele, lirica, politica, che veglia sulla nostra interiorità.
Per conoscere bisogna immergersi interi nel movimento che non tollera alto e basso, profondo o superficie, parete o supporto. Scindere il movimento è produrre ideologia.
Rubina Giorgi











